Mirco Pecorari

Per “livrea” di un aereo si intende la colorazione e la simbologia dipinta sulla scocca. In inglese di dice “paint skin” e rende rapidamente bene l’idea. Le colorazioni e le simbologie definiscono immediatamente la categoria del velivolo, poichè lo distinguono tra i militari ed i civili, tra i racer e gli acro, tra gli aerei scuola e quelli da turismo. Fin dai primordi, le simbologie degli aerei militari richiamavano agli stemmi di famiglia, alle casate di appartenenza, alle squadriglie di appartenenza, mentre i colori erano scelti per mimetismo a seconda degli scenari in cui volavano. Non mancava poi la goliardia e lo scherno sul vettore, indirizzato al nemico è così nacque la Nose Art, una forma di pittura artistica sulle carlinghe che abbellivano e personalizzavano i War Birds.

L’aviazione generale, lontana da quegli scopi, ha usato le colorazioni per dare risalto ai pregi o nascondere i difetti di linea degli aerei.

Nel corso degli anni 50 in America, forte del successo e della popolarità dell’aviazione militare, nacquero le competizioni tra aerei, prototipi di derivazione militare, che non potendo più indossare la “divisa”, si vestirono di abiti sportivi, i “racer”, appunto.

Da quel momento la personalizzazione della colorazione e dei particolari divenne una parte importante dell’aereo, le caratteristiche tecniche e le prestazioni venivano esaltate dagli sgargianti colori e dalle trovate artistiche dei disegnatori.

Nacque così il concetto di “ livrea” , l’insieme di colori, disegni e scritte che contraddistinguono aerei, navi e veicoli militari o civili.

Questo concetto di livrea trova la sua massima valorizzazione quando perfeziona e caratterizza un velivolo in quando aggiunge unicità ed originalità sebbene il modello sia di serie.

La personalità del progetto può essere profondamente influenzata dalla scelta di un “abito” , il proprietario attraverso la ricerca di una personale livrea dona al suo favorito una forte sensazione di appartenenza e unicità.

Nel firmamento dei numerosi artisti italiani che si distinguono quotidianamente nel mondo del design , ve ne è uno, che ha unito il suo talento alla sua passione per il mondo dell’aria, delle corse, della velocità in genere.

Disegna aerei, auto, barche, penne da scrivere, droni, tutto quello che scorre nel vento fin da quando era bambino. Nato nella terra dei motori che fanno sognare e dei sogni che diventano motori, Modena, ha il dono di rendere reali i sogni di noi piloti e valorizza ogni sua creazione con lo stile ed il gusto inconfondibile che ha reso famosi gli italiani nel mondo.

Sto parlando di Mirco Pecorari titolare della Aircraftstudiodesign, una degli studi di design e progettazione più famosi al mondo.

Ebbene, per una serie di fortuite coincidenze che la vita offre, ci siamo conosciuti per caso nel 2004, quando alla vigilia della verniciatura del mio primo gioiello , il C26 RG “Herbie”, cercavo uno spunto per una livrea ed incappai in lui , allora non ancora affermato come ora ma fin da subito ebbi l’intuizione di essermi imbattuto in un talento e di li a poco il successo non tardò a venire , era scritto…

Mirco è stato pertanto l’autore della livrea non solo del mio ex Herbie, ma anche di questo RV7 Scansapelo; ogni suo particolare è frutto di un attenta ricerca, di gusto, eleganza ed originalità che fanno di questo velivolo un pezzo non solo unico, ma di rara armonia.

A Mirco va tutta la mia amichevole riconoscenza per avermi regalato la gioia di volare alla sola vista del mio Scansapelo